Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Il divenire della critica

252003
Dorfles, Gillo 50 occorrenze

Il divenire della critica

Con la scomparsa, avvenuta quest’anno (1968) di Lucio Fontana, si è chiuso per la storia dell’arte visuale italiana e europea un periodo di tempo

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Dedicare a Fontana e alla sua « scuola » un capitolo di questo volume non è certo eccessivo quando si siano identificati gli autentici confini del

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Ho voluto precisare subito questo punto per sfatare tutta una serie di facili accuse rivolte spesso ai primi periodi dell’opera di Fontana sino circa

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Pur riconoscendo l’acutezza di talune sue intuizioni, la precocità di alcuni giudizi e di alcune invenzioni, non ho mai ritenuto che Fontana si debba

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L’arte di Lucio Fontana costituisce senza dubbio una delle più singolari esperienze dei nostri giorni, e uno degli esempi più genuini dell’incontro

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spesso, da parte degli agiografi di Fontana, si è voluto insistere su quelle che furono le sue dichiarazioni programmatiche attorno all’arte. Si è

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Tornato in patria dopo la guerra, Fontana mise tosto in atto le sue teorie, creando, già nel 1947, un Ambiente spaziale nero che consisteva in una

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In questo manifesto - poi ripreso alcuni anni dopo in occasione della fondazione del Movimento spaziale milanese - Fontana auspicava l’avvento d’un

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Il vero influsso esercitato da Fontana sulla pittura italiana ed europea doveva consistere soprattutto nella maturazione delle correnti oggettuali

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possono ritenere come debitori di certe loro impostazioni all’arte più matura di Fontana, esiterei nel farli rientrare appieno in quella che vorrei definire

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(tra questi Munari, Soldati, Monnet, Dorfles, Bordoni, Nigro). Anche con questo gruppo Fontana ebbe per qualche tempo legami abbastanza intensi

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Opere di altri artisti, ben più giovani di Fontana, come in Italia Manzoni, Castellani, Scheggi, Mari, in Francia Yves Klein, si possono certamente

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. Non a caso nelle pitture d’uno dei migliori tra i seguaci di Fontana, Castellani, i fori si tradurranno in estroflessioni della tela dovute alla

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Solo nell’ultimissima stagione della sua opera (quando, in seguito alla malattia Fontana preferiva non affaticarsi a dipingere) abbiamo una serie di

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di più, aveva avuto Fontana nell’individuare l’urgenza di certa arte moderna verso una discontinuità e una indeterminatezza delle sue strutture.

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Tutte le opere di cui abbiamo discorso sino ad ora furono battezzate da Fontana col generico nome di «concetti spaziali», titolo che doveva rimanere

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Ancora una volta bisogna riconoscere che in queste opere Fontana seppe valersi di certi elementi resi familiari dall’ondata di pop art e trasformarli

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scomparsa l’attività di Fontana fu quanto mai alacre e vivace, anche per l’interesse crescente che il pubblico finalmente mostrava per la sua opera

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L’opera di Fontana era destinata a trovare una vasta risonanza nell’ambito della pittura europea e soprattutto di quella italiana; risonanza

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quanta sapienza Fontana sapeva valersi degli aspetti astratti e di quelli figurativi della sua arte per raggiungere una sempre nuova qualità espressiva.

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propugnato da Fontana, ma ciò richiederebbe ancora troppo spazio. Vorrei però almeno ricordare come la tendenza di cui sto trattando ebbe un periodo di

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Da quanto ho detto sin qui spero che risulti chiara l’importanza che l’arte di Fontana ha avuto in questo periodo centrale della metà del nostro

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agli insegnamenti di Fontana e come più vicini al suo modo di operare, ed è per questo che ho voluto dedicare loro almeno queste poche annotazioni. Tutti

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caratteristica del momento attuale; e cito l’importante sala di Lucio Fontana, vincitore del primo premio per la pittura italiana, quella ottima e

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questa rassegna, Castellani, Fontana, Munari, Soto, Caro, ecc.), tale pericolo è sufficientemente allontanato. Codesti artisti si sono arresi di fronte

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, Kiesler, Giacometti, Diller, David Smith, Kemény; gli artisti nati prima del 1910 (come Picasso, Lipchitz, Calder, Moore, Colla, Fontana, Nevelson

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ancora latori d’un messaggio - sia pur cristallizzato -, ma tuttavia denso di alti valori artistici come è il caso per Barbara Hepworth, per Fontana

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dei Giacometti, degli Etienne-Martin, e persino quelle d’un Fontana (che avrebbe dovuto essere rappresentato qui da oggetti più recenti, come quelli

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Triennali del dopoguerra, fu Lucio Fontana che, con la sua gigantesca struttura in tubo luminoso al neon inserita in un vastissimo ambiente della

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Un successivo tentativo di Fontana di creare un vero e proprio ambiente spaziale fu compiuto nel 1951 con il suo Ambiente nero presso la Galleria del

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Ebbene, l’ambiente nero di Fontana doveva costituire il trait d’union tra le esperienze precedenti e quelle realizzate recentemente a Foligno

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Come è noto Fontana si batteva già da anni per un rinnovamento di pittura e scultura, nel senso di dare a queste arti delle nuove e maggiori

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elittico di Fontana e con l’ambiente creato da Scanavino, per non citare che due esempi assai lontani uno dall’altro).

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artisti come Fontana, Castellani, Bonalumi, Alviani, ecc. e ho altresì analizzato l’importanza che, nel panorama italiano, hanno avuto recentemente la

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personalità nel campo dell’arte visiva: perché, ad esempio, aver dimenticato i più anziani Fontana, Burri, Colla, Munari, se si sono «ricordati

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«sottili» - come un Yves Klein, un Fontana, un Manzoni, un Piene - per poter discorrere d’un filone europeo che, nonostante tutto, persisteva

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Milano, ebbero a risentire (assieme al loro amico e collega Piero Manzoni) dell’influsso di Lucio Fontana che fu l’iniziatore della corrente «oggettuale

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agli anni cinquanta, a una figura solitaria e, a quel tempo incompresa, come Piero Manzoni, che - in parte seguendo le orme di Lucio Fontana - aveva

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stati esempio parecchie opere di Castellani, di Fontana, di Bonalumi, e in genere tutte le cosiddette «strutture primarie» e buona parte della minimal

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I calligrammi di Tobey, i «buchi» di Fontana da un lato, gli spazi vuoti di Rothko, gli «intonaci» di Tapies dall’altro, dominano questa Biennale, e

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ottenuto in questa Biennale quel riconoscimento che da tempo gli avevamo augurato: dico Lucio Fontana.

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Fontana ha saputo creare non solo un nuovo «genere» (le sue «tele bucate», la sua negativizzazione del fondo, che acquista una nuova dimensione dal

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l’affermazione che, di tutti gli artisti italiani, succeduti al periodo futurista e metafisico, Fontana è l’unico che ha saputo dare un apporto

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(oltre che da quelle minori di Tapies e di Fontana). Rothko, infatti, è l’altra grande personalità che pur essendo di origine e di provenienza russa

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futuri — il fatto che alcuni degli artisti, in seguito considerati tra i migliori e i più significativi, come: Fontana, Dorazio, Baj, Capogrossi, ecc

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«simpatizzanti» come Dorazio, Perilli, Fontana, Capogrossi, e la serie dei «Documenti d’arte d’oggi» costituita da fascicoli annuali che raccoglievano la

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Si osservino, ad esempio, il collage «damdom» di Farfa, i «cristalli» di Fontana, la Cosmogonia polimaterica di Prampolini, la Composizione con vetro

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punto di vista percettivo dell’oggetto (come appunto nella Ruota e nella Fontana), a quello «rettificato» dove la modificazione dell’oggetto avviene

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» = sotto-legno, o la famosa Fontana come «degoutante» = des gouttes, poiché le gocce nella loro traiettoria invertita creano «un renvoi miroirique»; e

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Fontana o il Porte-chapeau sono molto ma molto diverse dalle odierne (come lo sono nel caso del famoso ferro da stiro chiodato di Man Ray ecc

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